SOLIDARIETA'
La commissione Solidarietà si prodiga nella raccolta di fondi per aiutare le persone in difficoltà. Il nostro primo impegno è quello di aiutare la Chiesa di Bururi, in Burundi, nella realizzazione di scuole, pozzi, attività per la pace, sostegno ai bambini orfani: un lavoro che vede la Chiesa stessa impegnata in prima persona per la promozione umana e della pace nel proprio paese. Il Burundi è un piccolo paese africano, della fascia tropicale, che è stato protagonista di diverse guerre etniche tra le tribù tutsi ed hutu. L’ultima, avvenuta nel 1994, ha lasciato sul posto oltre 300.000 morti, 200.000 profughi, 100.000 bambini orfani. Con la pace tra le due etnie, la situazione economica-sociale era buona; con l’avvento della guerra e dello sfacelo civile, il paese è caduto in una gravissima crisi a tutti i livelli. Nel paese africano, che sta uscendo dalla crisi politica, si può dire che la pace, nonostante i continui sforzi della politica e diplomazia internazionali, oltre che il lavoro della chiesa e della popolazione burundesi, ancora non è sicura, presenta qualche piccolo intoppo, che mina la sicurezza e la convivenza amicale in questo paese africano. Il Burundi, economicamente, è uno dei paesi più poveri al mondo, (occupa il quint’ultimo posto della classifica in riferimento alla ricchezza prodotta), anche grazie all’embargo che è stato praticato fino a qualche anno fa dai paesi dell’ONU. Inoltre la classe politica mostra anche segni di una preparazione non adeguata per la risoluzione dei problemi che attanagliano il paese. A volte emergono più gli interessi di parte che quelli generali. L’ economia è basata soprattutto sull’agricoltura ( 90%), una agricoltura rudimentale che dà appena il cibo necessario per la sopravvivenza . L’industria, fatta con mezzi molto elementari, si aggira intorno al 3%, il resto vive di pesca, o di elemosina, come molti bambini di strada a Bujumbura, a Ngozi, e di altri piccoli lavori artigianali o commerciali (sarto, riparazione biciclette, piccolo commercio ambulante, etc). Il tasso di alfabetizzazione è piuttosto basso, tale che in alcune zone montane raggiunge appena il 2%. Inoltre è previsto a breve il rientro dei profughi dai paesi vicini che non farà altro che aumentare i problemi a causa della mancanza di lavoro. In diverse zone, molti sono i giovani senza lavoro e a volte senza cibo, per cui diventano facile preda delle bande di guerriglieri per provocare disordini e combattimenti con le forze dell’esercito. Il turismo è quasi inesistente, anche perché il paese non offre attrattive specifiche, ad eccezione del lago Tanganica. La vita media della popolazione si aggira intorno ai 45 anni.
Il nostro aiuto per questo paese si concretizza nel raccogliere fondi per la costruzione di scuole, pozzi, sostegno agli orfani, sostegno per iniziative di promozione della pace, come campi di lavoro, di fratellanza e convivenza pacifica. Sono stati effettuati anche dei viaggi missionari, (finora 4 viaggi) come sostegno concreto e segno di prossimità a questa popolazione. Consistono in una permanenza dalle 2 alle 4 settimane in Burundi lavorando con la popolazione per un progetto specifico, in un tour di ricognizione per visionare come procedono i progetti già realizzati ed eventuali nuovi progetti, nella partecipazione alla vita della popolazione.
Il nostro referente in Africa è don Salvatore Niciteretse, prete della diocesi di Bururi, già Assistente nazionale dell’Azione Cattolica burundese.
Finora sono state costruite 4 scuole secondarie ( Minago, Kigwena, Kajabure, Bururi), 3 scuole primarie ( Minago, Gakora, Garonda), 2 aule polivalenti (Minago, Muguga), 6 pozzi per acqua potabile, sostegno per 280 bambini orfani, finanziate diverse iniziative per la pace, come campi di lavoro e della convivenza civile. Al Liceo di Minago, nel 2005, si sono già avuti i primi diplomati.